Circolare n.24 – Bonus facciate

L’Agenzia delle Entrate ha fornito gli attesi chiarimenti sul bonus facciate con la circolare 14.02.2020, n. 2/E, e con una guida fiscale di più immediata fruibilità, che si somma alle svariate guide dell’Agenzia. In via preliminare, la circolare 2/E/2020 chiarisce ambito soggettivo e oggettivo della disciplina introdotta dall’art. 1, cc. da 219 a 223 della legge di Bilancio 2020. La detrazione, nella misura del 90% delle spese sostenute, senza limiti di importo (tuttavia, l’Agenzia delle Entrate sottolinea che è potere dell’Amministrazione Finanziaria a verificare la congruità del costo), è applicabile a tutti i contribuenti residenti e non: persone fisiche, compresi i professionisti; enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale; società semplici, associazioni tra professionisti; imprese individuali; società di persone, società di capitali; enti commerciali.

Restano esclusi i contribuenti che possiedono soltanto redditi assoggettati a tassazione separata o imposta sostitutiva come, per esempio, forfettari e minimi (L. 190/2014 e D.L. 98/2011), poiché non possono fruire di alcuna detrazione da quadro RP. Discorso differente si presenta nel caso in cui, oltre al reddito da quadro LM, tali soggetti hanno anche un reddito da quadro RC, per esempio: per tale quota di reddito e soltanto su essa, infatti, possono godere delle detrazioni, tra cui anche il bonus facciate.

I soggetti sopra elencati possono fruire della detrazione soltanto se detengono l’immobile a titolo di proprietà o altro diritto reale di godimento o sulla base di un contratto di locazione, anche finanziaria o un contratto di comodato debitamente registrato; in tali ultimi casi è necessario il consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario. Possono fruire della detrazione anche i familiari conviventi, sempre che sostengano le spese, e i promissari acquirenti, purché in possesso del preliminare registrato, e chi esegue i lavori in economia, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali.

La detrazione si applica sul 90% delle spese documentate sostenute nell’anno 2020 e deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Si tratta di una detrazione dall’imposta lorda (Ires o Irpef) ed è concessa se si realizzano interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, compresi quelli strumentali. Pertanto, non spetta su edifici nuovi, in costruzione, né mediante demolizione e ricostruzione; si deve trattare di un rifacimento della facciata esistente, poiché lo scopo della disposizione è di dare un nuovo volto alle città italiane. Gli interventi devono riguardare solo strutture opache della facciata e possono essere effettuati solo su edifici ubicati nelle zone A) e B); pertanto, restano esclusi quelli che si trovano in zone per esempio C) e D).

Sono ammessi interventi anche di sola pulitura o tinteggiatura sui balconi, ornamenti, fregi e strutture opache della facciata che influiscono dal punto di vista tecnico (assieme a quelli di cui al punto sotto, devono rispettare requisiti minimi e necessitano della trasmissione telematica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori) o che interessano più del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva. Restano escluse le opere/sostituzioni su chiostrine, cavedi, cortili, spazi interni, vetrate, infissi, portoni, cancelli.

La detrazione spetta, oltre che sulle spese sostenute per l’intervento, anche per quelle per acquisto di materiali, progettazione (esempio, per l’APE), installazione di ponteggi, Iva (purché non detraibile), imposta di bollo, diritti, tassa di occupazione suolo pubblico.

Se la detrazione è in capo a una persona fisica (anche professionista) o ente non commerciale o un condominio, opera il criterio di cassa, ossia rientrano nell’agevolazione soltanto le spese sostenute nel 2020, a prescindere dalla data di avvio lavori. Per questo motivo, i pagamenti effettuati da tali contribuenti devono avvenire mediante il bonifico “parlante” previsto per le ristrutturazioni o riqualificazioni (cui le banche/poste applicano la ritenuta dell’8%). Per il condominio è stato chiarito che rileva la data del bonifico del condominio e non quella dei singoli condomini per la quota di spettanza.

Se, invece, l’agevolazione è fruita da imprese individuali, società ed enti commerciali si applica il criterio di competenza, quindi sono imputate solo le spese di competenza del 2020. Per tale motivo, non è richiesto un bonifico particolare, non rilevando la data dei pagamenti.

Il bonus facciate è cumulabile con l’ecobonus e con il bonus ristrutturazioni, purché riferiti a spese differenti; non è cedibile il credito corrispondente alla detrazione, né è fruibile tramite sconto in fattura anticipato dal fornitore.